Oiseaux Rebelle/ Dans le flux

still da video HD 2’22’’, 2015

 

Alcuni musicisti suonano immersi nel fiume. Si stabilisce un legame tra il fluire della musica e lo scorrere incessante dell’acqua. L’energia dell’acqua, il suo suono pervasivo, si fondono con quella degli strumenti. La musica si associa con l’elemento naturale e diventa un fluire essa stessa, come se tra tecnologia e natura non ci fosse alcuna separazione, come nelle epoche mitiche in cui si voleva che le ninfe fossero stregate dal suono del flauto dei satiri. I musicisti interpretano l’aria Habanera dalla Carmen di Bizet. La storia della donna uccisa per la sua indipendenza è un inno alla libertà in tutte le sue accezioni: l’amore come la creatività, l’ispirazione artistica, l’aria, l’acqua non si possono costringere, racchiudere, conservare, vendere o possedere, perché sono degli uccelli ribelli. Che poi l’acqua sia anche immagine della distruzione e della fine, dallo tsunami alle alluvioni di cui i cambiamenti climatici moltiplicano le immagini sui media, non fa altro che gettare un senso di fragilità, un sospetto di precarietà, che è da una parte la stessa precarietà dell’artista, dall’altra dell’intero mondo in cui viviamo.

 

 

The musicians are immersed in water to create a relationship between the flow of the music and the incessantly flowing of the water. The sound of the moving water merges with that of the music flow created by the artists. The work is supported both by the energy of the latent possibility of being overwhelmed by the “swollen river” - the creative source is always an unstable equilibrium- and by the image of the artist surfacing from the water. This iconographic image - become familiar for the frequent floods - becomes a metaphor of the artist that emerges from the creative flow but at the same time cannot get out, with the constant risk of being overwhelmed. The musicians interpret the air Habanera from Bizet’s Carmen, a hymn to freedom in all its meanings: water, air, love or artistic inspiration are rebel birds.