Levitas Originae

Installazione ambientale site specific, 4500 cartoncini bianchi 10 x 10 cm ciascuno, filo di cotone,30 m x 10 m x 2 m, 2011

Špela Zidar

Nello spazio di Scuderie Medicee a Poggio a Caiano Virginia Zanetti ripropone la sua serie Levitas Originae, la ricerca sull’origine dei fenomeni. La forza vitale è accentuata con il modo dell’installazione scelto dall’artista. I piccoli pezzettini di carta bianca sono appesi sui fili quasi invisibili dal soffitto dello spazio della villa. Lo spazio è riempito dalle forme leggere, bianche, che non contengono niente e per questo contengono tutto. Entrando nello spazio siamo subito accolti dalla scultura effimera che non sta mai ferma e che non si fa mai vedere dallo stesso punto di vista. Come i semi in primavera riempiono l’aria per cercare di posarsi sul suolo fertile per essere in grado di creare nuova vita, i pezzi dell’installazione di Virginia Zanetti riempiono lo spazio, si posano nei nostri sguardi e ci fanno riflettere sul grande ciclo vitale dal quale facciamo parte anche noi, suscitano nello spettatore la sensazione di essere parte di un grande fermento. Il luccicare del bianco ci racconta che tutto sia possibile. Bianco si offre come uno spazio di creazione con tutte le opportunità per riempirlo ancora possibili. Bianco significa un inizio di creazione, uno spazio che forma la magia. Tutto quello che viene scritto o disegnato sul bianco può essere magia, creazione, arte, bellezza. Tuttavia con questo l’artista decide di dare più importanza alla possibilità di creare, di riempire migliaia di spazi e da inventare nuove storie che continueranno a creare le connessioni e interpretazioni sempre nuove e sempre diverse come testimonia l’installazione in continuo movimento. La scelta dell’artista di realizzare manualmente il lavoro, con una anziana signora, del taglio di 4500 cartoncini, cuciti tra loro a file di 5 con del filo di cotone, rende il processo parte integrante del lavoro. Vicino alle pratiche  ascetiche usate per liberare la mente e raggiungere stati di consapevolezza superiore. pazienza, ripetizione dell’azione del taglio e del cucito, concentrazione e condivisione del lavoro. L’opera vive, è in continua mutazione, si relaziona e dialoga continuamente con  lo spazio che la contiene, il bianco riflette e scompone i colori dell’ambiente; e li moltiplica attivando differenti processi percettivi in chi la percorre, attraverso l’aria che trasmette ogni movimento. La creazione, artistica e vitale, sembra così semplice e comprensibile in questa nuova installazione di Virginia Zanetti. Ci fa sentire che la vita ci appartenga e che nasconde le sue infinite possibilità nella moltitudine di questi piccoli spazi da inventare.